Cos'è l'orientamento?

di Catiuscia Settembri (Psicologa e Psicoterapeuta)

citazione

I sogni non sempre si realizzano.
Ma non perché siano troppo grandi o impossibili.
Perché noi smettiamo di crederci.

Martin Luther King

orientamento

Nel XXI secolo l’Orientamento acquista un significato diverso rispetto al passato in cui veniva utilizzato solo nelle fasi di transizione della vita di una persona. Oggi, invece, rappresenta uno strumento informativo, formativo ed educativo, un percorso olistico permanente che accompagna l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita di un individuo e in cui la persona è soggetto attivo che insieme con l’orientatore delinea il proprio progetto personale.

Quindi l’orientamento per i soggetti in età evolutiva si configura come parte integrante del processo educativo. Sapersi orientare nei momenti di transizione e di scelta comporta lo sviluppo di attitudini, interessi e valori in modo realistico e consapevole.

Per gli adulti al di fuori dei cicli formativi tradizionali o che cercano di reinserirsi nel mercato del lavoro, l’orientamento implica la valorizzazione delle proprie risorse e l’acquisizione di nuove competenze.

Nelle politiche europee e nazionali le “Linee guida per l’orientamento” costituiscono un importante documento per la realizzazione degli obiettivi, delle strategie di “Lisbona 2010” e di “Europa 2020”. Nel decreto emanato dal Ministro Maria Chiara Carrozza viene esplicitata la funzione strategica dell’orientamento lungo tutto il corso della vita di ogni persona come diritto che può essere declinato in forme e modalità diverse a seconda delle situazioni, dei contesti e dei bisogni specifici. Nelle nuove linee guida per l’orientamento, prevale una visione moderna della formazione professionale finalizzata a garantire accessibilità all’apprendimento permanente, maggiore mobilità dei giovani, maggiore qualità dei corsi, acquisizione di competenze, maggiore inclusione, sviluppo di mentalità innovative, creative e imprenditoriali.

Nell’attuale contesto storico-culturale, maggiore rilievo assumono i percorsi di auto-orientamento attraverso i quali i ragazzi possono operare scelte autonome, acquisire maturità di giudizio, affermarsi sul piano personale e sociale.

Le attività di orientamento pertanto in una prospettiva di life long learning intendono formare e potenziare le capacità degli studenti di conoscere se stessi, l’ambiente in cui vivono, affinché possano diventare protagonisti di un personale progetto di vita e capaci di auto-orientarsi in base alle intelligenze soggettive specifiche.

Scopo principale dell’orientamento è la promozione della consapevolezza della persona rispetto a se stessa e la facilitazione dei processi di scelta nei momenti di transizione.

Orientarsi oggi, quindi, significa acquisire e potenziare gli strumenti cognitivi, emotivi e relazionali necessari per fronteggiare le mutevoli condizioni e conoscenze di una società liquida (Bauman, 2006) in continua trasformazione.

Le azioni di orientamento sono finalizzate a:

  1. Analizzare le risorse personali (abilità, competenze, interessi).
  2. Ampliare le conoscenze sui percorsi di studio (Scuola Superiore, Università) e sul mercato del lavoro.
  3. Potenziare la capacità di valutazione critica della realtà circostante.
  4. Sostenere i giovani ad elaborare strategie efficaci per affrontare situazioni nuove e risolvere problemi.
  5. Prevenire la devianza e il disagio giovanile.
  6. Realizzare un proprio progetto di vita.
  7. Saper gestire lo stress.
  8. Acquisire il metodo di studio.
  9. Aumentare le capacità decisionali e di problem solving.
  10. Perseverare per il raggiungimento dell’obiettivo.

Gli strumenti che l’orientamento utilizza sono: l’osservazione psicologica; programmi formativi rivolti ai docenti; supporto alla programmazione di attività orientative nelle scuole; supporto alla famiglia.

Il cervello umano ha capacità e potenzialità straordinarie, riscontrabili fin dai primi anni di vita. Tutti gli individui sono dotati di intelligenze diverse, determinate da molteplici fattori, in particolare: il DNA; gli stimoli ricevuti in età evolutiva; le possibilità di esprimere il proprio talento nel contesto in cui si vive.

Le ricerche sul QI (quoziente intellettivo) affermano che il coefficiente numerico non garantisce in futuro la probabilità di avere successo nello studio, nel lavoro e nella vita personale. Lo conferma Howard Gardner, uno dei più noti critici della teoria classica dell’intelligenza, secondo il quale:

  • ogni persona possiede diverse facoltà mentali indipendenti fra loro più o meno sviluppate ma tutte presenti;
  • non esistono due persone con uguale combinazione.

La teoria delle Intelligenze Multiple, ha favorito l’evoluzione dei moderni sistemi pedagogici. Appurata l’esistenza di differenti tipi di intelligenze riscontrabili in individui molto bravi con i numeri, altri con le parole, altri ancora con le figure, docenti e genitori hanno il delicato compito di sostenere i giovani, affinché possano riconoscere quale tra le intelligenze possedute è la più sviluppata e utilizzare questa preziosa informazione per affinare il metodo di studio e progettare in modo consapevole le future scelte scolastiche e professionali. Lo psicologo statunitense Howard Gardner distingue ben 9 tipi fondamentali d’intelligenza, localizzati in parti differenti del cervello, di cui fa parte anche l’intelligenza logico-matematica (l’unica su cui era basato l’originale test di misurazione del QI): 1. Intelligenza linguistica; 2. Intelligenza Logico-Matematica; 3. Intelligenza Spaziale; 4. Intelligenza Corporeo-Cinestesica; 5. Intelligenza Musicale; 6. Intelligenza Interpersonale; 7. Intelligenza Intrapersonale; 8. Intelligenza Naturalistica; 9. Intelligenza Esistenziale.

La scuola del XXI secolo ha il compito di promuovere lo sviluppo globale della personalità nel quale ci sia armonia tra intelletto ed emozioni. Cambia il modo di insegnare, le materie possono essere spiegate con metafore, tabelle, disegni, filmati, ecc … La diversificazione dei metodi può incrementare l’attenzione in classe e facilitare l’accesso ai diversi tipi di intelligenza. La diversificazione dei metodi può aumentare la motivazione allo studio e ridurre il tasso di abbandono precoce dai percorsi formativi.

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